20/04/2017

Agile Open Day – Speech


Innovazione e Agile il motore di un nuova trasformazione tecnologica

I valori ed i principi dell’agile alla base di tutto questo: INNOVATIVITÀ DEL CONTENUTO E DELL’APPROCCIO per l’attuazione di BUSINESS MODEL SOSTENIBILE basato su TEAMS CON COMPETENZE ETEROGENEE E COMPLEMENTARI con una ROADMAP DI SVILUPPO CHIARA.


Pierluigi Acunzo

Sono in TIM dal 1996 e mi sono occupato per 20 anni di Marketing, sviluppando soluzioni broadband e IT per il mondo Consumer, Small Business e Corporate. Oggi sono in  TIM OPEN la piattaforma B2B per gli sviluppatori italiani e per gli operatori dell’ICT che mette a disposizione tutti gli strumenti per lo sviluppo di soluzioni Cloud (API, Platform e Infrastructure su cui ospitarle) e ne permette la pubblicazione su TIM Digital Store. Nel mio ruolo, con il mio team, mi occupo di promuovere la Community,  intercettare i Developers interessati e curare il processo di onboarding delle loro soluzioni.


Business Agility – a little essay on new perspectives

Un tema che ritengo particolarmente interessante è quello della Business Agility. In questo talk cercherò di fornire una panoramica su questo argomento complesso a partire dalle ragioni per una ‘Business Agility’, quali sono le sfide, le scelte e le opportunità che un’Agile Enterprise deve necessariamente affrontare. Partirò ad affrontare l’argomento da una prospettiva che possiamo definire da esploratore. Ovvero qualcuno che sta dedicando li suoi sforzi a capire e sperimentare questa tematica (che unisce Lean Agile in un contesto ‘olistico’ comprendente Biz, Tech, Run Change, …) e che percepisce che quanto abbiamo compreso è ancora solo la parte affiorante di un iceberg ben più vasto. Cercherò di non fare pure teoria, ma di raccontare ‘from the trenches’ le mie esperienze e quelle di chi sta operando come Lean Agile Coach in Enterprise Adoption Transitions.


Fabio Armani
www.linkedin.com/in/armani

Fabio Armani è un professionista indipendente con oltre venticinque anni di esperienza nel campo dell’Information Technology.
Il suo lavoro attuale consiste nell’aiutare le società a migliorare il loro business e il loro processo di sviluppo svolgendo un lavoro di consulenza e di coach organizzativo relativo all’adozione delle metodologie Lean Agili.
Fabio lavora direttamente con i manager IT e i team di business per aiutarli ad assimilare ed applicare i principi Agili. E’ capace di seguire l’evoluzione delle organizzazioni e di suggerire soluzioni adatte al loro livello di maturità Lean & Agile.


SCRUM in una software factory al servizio di progetti eterogenei

L’adozione di metodologie di tipo Agile – in questo caso parliamo di SCRUM – è ormai sempre più comune nelle realtà piccole e dinamiche, ma diventa spesso fonte di complessità e motivo di frustrazione in realtà più grandi e già strutturate.
In aggiunta – com’è noto – applicare SCRUM in un mondo abituato a ben altri metodi può avere diverse implicazioni a seconda del tipo di committenza.
Il presente talk, raccontando le esperienze raccolte “sul campo”, presenta alcuni accorgimenti che possono rendere tale adozione più facile e produttiva, e presenta qualche spunto di riflessione sulle questioni che SCRUM lascia al “buon senso”.


Domenico Barra

CTO di GreenVulcano Technologies, software house da sempre attiva nel campo dell’integrazione applicativa, con una strategia tecnologica rivolta al mondo IoT. A lungo consulente per l’Ufficio Europeo di Lotta alle Frodi (OLAF), ho coordinato i team di sviluppo di diversi sistemi antifrode, tuttora di successo e in uso presso le forze di polizia e di dogana dell’Unione Europea e dei suoi partner commerciali. Pur avendo una formazione prettamente tecnica, prediligo un approccio “umanistico” al processo di creazione di un sistema software, consapevole che quest’ultimo – per quanto si voglia a tutti i costi pensare il contrario – è costruito non da macchine, ma da esseri umani – meravigliosi, fragili, creativi e soprattutto diversi tra loro.


Back to the future  the agile human transformation

Inizierò raccontandovi com’è fare i progetti in maniera Agile dove lavoravo nel contesto di una pubblica amministrazione e facendo un viaggio nel tempo con Voi vi racconterò come il team è evoluto, gli strumenti sono cambiati, il rapporto con gli stakeholders sia migliorato, in due anni nei progetti che ho seguito. Come ho dettagliato e normato il metodo Scrum per portare alla validazione un nostro progetto sotto audit del modello CMMI lev.3 Come l’Agile mi ha consentito di innovare e assieme a techiche di Design Thinking ho migliorato ulteriormente l’esperienza per gli stakeholders dei nostri progetti fino ad arrivare ad oggi all’attuale esperienza lavorativa degli ultimi sei mesi dove sto riapplicando le stesse tecniche con risultati e risposte diverse in un contesto completamente diverso. Non è un talk di teoria dove si parla dei principi dell’agile, ma è l’applicazione pratica della teoria in un contesto di una Pubblica Amministrazione basato sulla mia esperienza personale, e nel contesto industry del mondo fashion.


Michele Budri

L’informatica per me non è solo un lavoro, è una passione che coltivo da sempre. Cerco ogni giorno di migliorare confrontandomi con colleghi, esami, nuove sfide, cercando sempre di aver chiari i miei obiettivi e le dinamiche attraverso le quali gli stessi sono perseguiti. Nella mia attuale posizione lavorativa ricopro la posizione di Delivery Director, coordino diversi 3 BU. Ho cominciato con l’MSX2 🙂


A Japanese recipe

Cosa i miei viaggi in Asia mi hanno insegnato riguardo al Kaizen e al continuos improvement e come ho avuto modo di applicare quanto imparato nel mio lavoro. Per le culture asiatiche il miglioramento continuo è quasi dato per scontato, ma il mindset occidentale avverso a questo tipo di ideologie, ci rallenta costantemente sia nell’adozione di pratiche agili che talvolta nell’eccellere nel lavoro di tutti i giorni (banalmente, anche quello di scrivere codice sostenibile)..


Matteo Carella

Lavoro come Agile Coach e mi occupo del bootstrap di transizioni agili per startup o piccole imprese, dove lo scaling non è un problema immediato, ma sicuramente da non sottovalutare o trascurare.


Biz- Marketing and Agile: si può fare?

Una storia di utilizzo di Agile all’interno di un team NON di sviluppo software, ma di Business and Marketing operations. Come ci siamo organizzati, quali pratiche abbiamo utilizzato.


Daniela Cecchinelli

Ingegnere Informatico lavoro da più di 15 anni nell’IT. Dal 2010 lavoro con team Agile in SCRUM o Kanban con esperienze sia come PO che come SM. Ho fatto parte di un team di trasformazione e sono SM di diversi team.


Agile Team Journey – Guida pratica per lo Scrum Master

Il talk illustra le fasi di sviluppo del team agile e cosa fare per maturarne il mindset .Lo scrum master è guidato ad immaginare quanto incontrerà nel suo percorso con il team dalla fase di inception fino al momento in cui il team può considerarsi agile. Riflessioni, decisioni, strumenti di coaching pronti all’uso per attivare la collaborazione, esplicitare i conflitti, esprimere il potenziale,aumentare la consapevolezza di ruolo nell’ecosistema agile.


Stefania Di Cristofalo

Da 30 anni lavoro nel mondo dell’Information Technology. Ho sviluppato software, guidato team, creato processi e metodi di lavoro, supportato organizzazioni a migliorarsi. Da circa dieci anni sono un Coach. da due anni Agile Coach e nell’ultimo anno ho cominciato a occuparmi di Design Thinking. Connettere idee appartenenti a dimensioni diverse per creare è la cosa che mi piace di più,  attivare il potenziale delle persone e dei team  affinchè possano esprimersi rimanendo se stessi è la cosa che mi riesce meglio. Per farlo uso strumenti di diverse discipline. Negli ultimi tempi il motto che condivido con tutti  è “Lead from the future as it emerges” [Otto Sharmer]


The Marshmallow Challange @Zalando

Riassumero’ una divertente esperienza fatta in Zalando, dove con degli spaghetti, filo e un… marshmallow, ho organizzato il “Marshmallow Challange” con piu’ di 40 partecipanti.
Il Marshmallow Challange e’ una metafora delle “Assumptions” nascoste in ogni progetto/prodotto, il messaggio che voglio condividere e’ che le assumptions vanno verificare spesso e quanto prima possibile.


Massimiliano Fattorusso
www.linkedin.com/in/massimiliano-fattorusso/

Lavoro in Germania da circa 5 anni nel settore IT(Consultant, Project Manager, ora Producer) ho una forte passione ed interesse per metodologie agile e principi lean.


Key Note


Fabio Ghislandi

Sono un datato sviluppatore di software e per molti anni ho ricoperto il ruolo di project manager.
Ora mi diletto a portare il cambiamento nelle aziende come Agile coach.
Faccio queste cose per Intré e per Agile Reloaded, tra cui divido il mio tempo.


Impariamo a comunicare…

Descrivere i principi fondamentali della comunicazione efficace e condividere i possibili strumenti che consentono di abbattere quelle piccole e grandi
barriere che, troppo spesso, sono l’ostacolo principale alla comprensione fra le persone.
Contestualizzare l’uso fondamentale di questi strumenti nel contesto operativo di un gruppo AGILE.


Gennaro Gramaglia

Lavoro da anni nell’ambito dell’Information Technology, all’interno del quale ho accumulato una lunga esperienza nella gestione di gruppi di sviluppo software.
Nel 2012 ho conseguito la certificazione di “Project Management Professional”, rilasciata dal Project Management Institute, che ho rinnovato fino al 2018.
Il background derivante dalla laurea in “Fisica” miscelato ad un naturale approccio emozionale alle vicende della vita, ha creato un cocktail di “ragione” e “sentimento” che mi porta a non fermarmi mai alla superficie delle cose.
Credo che alla base di qualunque tipo di successo ci siano i rapporti fra le persone, e che la capacità di un leader sia quella di mettere ognuno dei suoi collaboratori nelle condizioni di esprimersi al meglio, interagendo in modo virtuoso con tutti gli altri.
Se questo accade, se tutti possono dare il loro contributo, il gruppo diventa “squadra”.
Ed una squadra motivata ed unita, come mi hanno insegnato le mie esperienze calcistiche, quasi sempre porta a casa la vittoria…


Scalare Lean e Agile con il Turbo – Racconto da un treno in corsa

Quali sono le difficoltà più rilevanti che incontriamo quando veniamo ingaggiati da una grande organizzazione per aiutarla ad affrontare la digital transformation ? In quale gorgo rischiamo di essere risucchiati quando il nostro cliente chiede una accelerazione apparentemente impossibile ? In questo talk vi raccontiamo di come lo scaling di una metodologia agile sull’intera organizzazione sia l’elemento cardine di questa trasformazione e di come lo stiamo realizzando.


Stefano Lucantoni
www.linkedin.com/in/stefanolucantoni/

I am a passionate agile practitioner working as Agile Coach having spent 16 years covering several roles including Scrum Master, XP Coach, IT program manager, project manager, technical product manager, team leader and software developer.
During the last three years I’ve continued to challenge myself and everyone around me (from Dev Teams to Top Management) by exploring new ways to scale agile into organizations taking the best from several innovative paradigms, methods and frameworks like Open Agile Adoption, Tribal Learning Practices, Tribal Leadership, Agile Fluency(TM) and Lean Change Management.

Matteo Ragazzi
www.linkedin.com/in/mregazzi/

Sono un Agile Coach con circa 20 anni di esperienza nello sviluppo software. Ho ricoperto vari ruoli come scrum master, product owner, product manager, team leader e sviluppatore.
Punti di forza:
• Attenzione ai dettagli ed impegno nel perseguire obiettivi di lungo termine.
• Ricerca continua del miglioramento della produttività, nel rispetto delle scadenze.
• Esperienza nello sviluppo software e nello sviluppo di prodotti e servizi.


Continuous delivery made possible

The Agile Manifesto says “Our highest priority is to satisfy the customer through early and continuous delivery of valuable software.” That’s nice but..how do we actually do that ? What’s the difference between continuous deployment and continuous integration ? What does that mean for the business ? How will this change the way we work and write code ? Build an environment which allows us to continuously deliver software in an automated fashion can be very hard, especially in a large fast growing company. In this session we will explore practices, techniques and tools we can use to set up a development.


Domenico Musto

Passionate hands on software architect with over 15 years of experience.I am a strong advocate of distributed systems, ReST, event driven architecture, messaging, automation testing and continuous delivery with an obsession for clean codeMy main areas of expertise are C#, .NET, OO, TDD, BDD, ATDD, DDD, CQRS, Agile Engineering Practices.I am a frequent speaker at international conferences


LEGO SERIOUS PLAY per comprendere i principi di Agile

Citando Stephen Covey, i principi sono la nostra bussola quando applichiamo un framework o una metodologia. In particolare con Agile – essendoci una grande quantità di framework e metodologie – è fondamentale comprenderne in profondità i principi per poter applicare correttamente framework e tecniche. Attraverso la metodologia LEGO® SERIOUS PLAY® faremo nostri, attraverso una serie di “sfide” pratiche – che ci faranno pensare con le mani – comprenderemo a fondo principi fondanti di AgilePM/Agile Project Framework. Sarà inoltre l’occasione per fare esperienza di una delle più potenti tecniche di faciltiazione.


Claudia Spagnuolo

laudia Spagnuolo: Membro del direttivo dell’Istituto Italiano di Project Management, Project manager e Redattore. Ha lavorato in progetti editoriali, web-based e in ambito IT in progetti di ‘Identity & Access Management and Governance’. E’ practitioner e trainer internazionale per Agile Project Management, PRINCE2® e P3O®, certificata Facilitation® Practitioner, ITIL®v3 e ISO27001. Autrice di testi relativi a project management, comunicazione e marketing.

Simone Onofri

Security Business Consultant di Hewlett  Packard Enteptirse e Director del Agile Business Consortium. Speaker in eventi nazionali ed internazionali come il TEDx, IPMA World Conference e SMAU. E’ attivo in associazioni come IWA, OWASP e ISACA ed è mentore per l’i-Lab di LUISS. Collabora con organizzazioni come ISECOM, UNI, UNINFO e W3C. Autore di articoli specialistici per la rivista “il Project Manager”. Accreditato Trained LEGO® Serious Play® Facilitator, PRINCE2 Practitioner & Trainer, Agile Project Management Practitioner, Certified ScrumMaster, Facilitation Practitioner, ITIL, COBIT, ISO 27001, P3O, Certified Disciplined Agilist (Disciplined Agile Delivery – DAD), Kanban Ace e Six Sigma Yellow Belt Professional.


Improve the development with CI & CD

Svolgere un buon lavoro di sviluppo può determinare il successo o il fallimento di un software e non basta scrivere buon codice per fare un buon lavoro. Vedremo come utilizzando i metodi di Continuos Integration e Continuos Deployment è possibile massimizzare il valore dello sviluppo e svolgere un buon lavoro.


Gaetano Paternò

Appassionato d’informatica sin da giovane, dopo gli studi fatti come Ragioniere Programmatore sono stato conquistato dal mondo del lavoro e grazie agli studi fatti in autonomia ho migliorato notevolmente le mie competenze. Nel corso degli anni ho sviluppato prima applicazioni desktop, per poi avvicinarsi allo sviluppo web in C#. Nel 2014 ho conosciuto la community siciliana OrangeDotNet, grazie alla quale mi sono avvicinato ulteriormente al mondo Microsoft. Dall’inizio del 2016 faccio parte anche della community DomusDotNet e mi occupo di sviluppo di applicazioni cross-platform. Alla fine del 2016, assieme ad altri professionisti, ho costituito la community DotNetSicilia con cui sto già svolgendo attività in tutta la Sicilia.


Build a City with Scrum

Il workshop permetterà di simulare un progetto SCRUM creando un modello di città utilizzando i mattoncini Lego. I partecipanti al workshop avranno modo di sperimentare i maggiori ‘eventi’ del framework Scrum (Sprint Planning, Sprint Review & Retrospective) in modo divertente.


Chiara Pezzella

Business Analyst e analista di progetto presso la MATICMIND SPA. Certificata CBAP da quasi 3 anni, sono membro e volontario attivo dell’IIBA, International Institute of Business Analysis: attualmente, insieme ai colleghi MATICMIND Anna Acanfora Izzo, Giuseppe Di Iorio e Genoveffa Liguori (che proporrei come Scrum Master nei 3 Team del Workshop) sono impegnata come organizzatrice e SPEAKER nella presentazione di Business Analysis Lab da tenersi mensilmente a Napoli, con il principale intento di promuovere e diffondere la disciplina della Business Analysis soprattutto qui al Sud Italia.


Rethinking Agile Leadership

The Agile world seems to have recently discovered the importance of “leadership”. This can be very good news and it can also very bad news. It’s bad news if the so-called “Agile Leadership” is a way to rebrand traditional management models, along with their underlying mindset, so that they could survive in a rather different cultural ecosystem — namely, Agile. On the other hand, this interest can be very good news if Agile Leadership is seen as something almost entirely new. Something tightly connected to Agile and, therefore, deeply rooted in complexity and empiricism. Something that carries a deep understanding of human dynamics in highly cooperative, intellectually intense social environments. Something that — last but not least — is equipped with a good deal of self-awareness, system-awareness and self-transcendence. Modern and truly Agile organizations want and need to, among other things: explore and validate multiple options, not sticking to predefined plans; learn constantly, re-plan as needed; leverage the collective intelligence of their teams, for better exploration of options and smarter learning; have built-in resiliency when facing sudden change; getting results out of people’s participation, not out of people’s compliance. In this sense the whole concept of true Agile Leadership is quite important indeed, because it’s fundamental to nurture and support those organizations that really embody an Agile culture, and that are so far away from the “organization as a machine” approach that’s so typical of traditional leadership and management disciplines. Agile Leadership or, rather, the act of “leading” in Agile is so much different from those disciplines because it’s inherently organic, meaning that it has influence and is influenced on a number of different levels in the individual and in the organization: on the personal level; on the collective level; on current behaviors; on future behaviors; on the social relationship level (trust); on the personal responsibility level (participation); on the formal responsibility level (accountability); on the motivational level and many more. This richness and multidimensionality of the act of leading in Agile is such that simplistic mental models (such as the leader being the “guy at the top”) simply won’t suffice and therefore a more mature understanding and practice of leading is called for, in the entire organization.


Andrea Provaglio
andreaprovaglio.com

Affianco dirigenti, manager e team in organizzazioni basate sulla conoscenza, per mettere in pratica modi migliori di fare business nel 21mo secolo e per evolvere l’azienda e i team verso moderni modelli organizzativi e culturali — il che include, ma non si limita a, pratiche Agile e Lean/Kanban. Oltre all’attività di consulenza (e all’occasionale formazione) fornisco coaching a team e singoli individui, per favorire la loro crescita sotto il profilo sia tecnico che relazionale. In oltre 20 anni di esperienza professionale ho lavorato con clienti in tre diversi continenti e con organizzazioni che vanno dalle Nazioni Unite fino ad aziende piccole e dinamiche. Attualmente opero in Italia e in Europa. Ho anche lavorato negli Stati Uniti con un visto O-1 per “abilità straordinarie nelle scienze”. Come parte delle mie regolari attività, mi piace condividere quello che imparo partecipando come speaker alle principali conferenze internazionali del settore.


Trust me, I’m a developer

Vi siete mai chiesti cosa denoti un Developer affidabile? Negli anni ho identificato 5 punti che lo contraddistinguono:
– è alla continua ricerca della semplicità;
– bilancia il debito tecnico e il valore di business;
– sviluppa guidato dai test;
– rende tutto automatico;
– non si innamora della tecnologia.
Facile a dirsi, difficile a farsi… La domanda viene quindi spontanea: come migliorarsi sempre e tendere all’eccellenza? Durante i 40 minuti di talk approfondiremo i vari punti anche con esempi pratici e scopriremo insieme consigli semplici che se adottati ogni giorno permettono di migliorare l’affidabilità di quello che produciamo.

Giulio Roggero
www.linkedin.com/in/giulioroggero

Lavoro dal 2000 a stretto contatto con i clienti, come sviluppatore e Agile coach, aiutandoli nello sviluppo delle loro piattaforme di business. Dal 2007 sono socio e Chief Strategist di Intré e mi occupo della definizione e implementazione delle strategie digitali dei suoi clienti. Nel 2013 ho co-fondato Mia e MakeItApp.eu, la prima piattaforma mobile in cui le persone creano applicazioni insieme. Da questa esperienza è nato mia-baas, l’acceleratore di piattaforme a microservizi per cloud e on-premise; oggi sono CTO di Mia. Nel 2014 ho fondato, insieme ad altri agile coach italiani, Agilereloaded.it di cui sono CEO. In Agile Reloaded aiuto le medie e grandi aziende nel loro percorso di continuo miglioramento sia a livello tecnico che di business. I miei settori di riferimento sono: machining technology, TV ratings, cable quality controls, telco, assurance, automotive discrete lines, building automation, industrial quality control, smart and energy grids, food delivery, social networks and logistics. Maggiori dettagli su https://www.linkedin.com/in/giulioroggero


La Service Activation di TIM diventa Agile!

Con questo intervento vogliamo dimostrare quali sono stati i vantaggi e i benefici per il Cliente (TIM) e per il team ADS, nell’adottare la metodologia di sviluppo software AGILE per realizzare la nuova piattaforma di Service Activation per TIM. Saranno illustrati gli strumenti utilizzati, gli scenari in cui vengono messi in pratica e i processi di Agile estimation e di prioritization.

 

Cristian Ruggieri

Sono Ruggieri Christian, mi occupo di progettazione e realizzazione di piattaforme software da più di 10 anni (dagli anni 2000 lavoro in ambito IT). Ho diverse esperienze in ambito nazionale e internazionale. Ho lavorato in software-house e in consulenza IT pura. Coordino gruppi di lavoro da diverso tempo, seguo il Cliente e fornisco consulenza nella ricerca della migliore soluzione per realizzare il requisito desiderato. Seguo con frequenza meeting e riunioni dove vengono presentate le nuove tecnologie e metodologie, ne sono appassionato. Il Know-how acquisito lo metto a disposizione del gruppo che coordino con l’obiettivo di realizzare piattaforme sempre più all’avanguardia. Attualmente ricopro la figura di Scrum Master, coordino un gruppo di 6 colleghi : 5 sviluppatori full-stack e un’Analista Funzionale esperto in telecomunicazioni. Ho frequentato il corso pre-esame PMI ACP, mi sto preparando per la certificazione.


Radical Agility: Autonomy, purpose and mastery

Zalando é un’azienda giovane, nata nel 2008, e fin dall’inizio la tendenza é stata quella di organizzarsi in team sempre più piccoli, adottare tecniche e tool innovativi, veloci da implementare e che permettessero una facile connessione con diverse architetture.
La crescita in termini di risorse interne e volume d’affari é stata tra le più veloci in Europa nella recente economia, questo ha provocato frequenti riorganizzazioni interne difficile da gestire con i classici standard di lavoro.
Si é deciso quindi di costruirne uno nuovo che riflettesse quello che é il credo aziendale.
RA (Radical Agility) é una framework di sviluppo software che permette agli ingegneri di completare il proprio il lavoro in modo efficace autonomo ed indipendente riducendo al minimo quelli che sono i processi di management.
Esso é basato su 3 concetti base: Autonomy, Mastery and Purpose.
Con il mio intervento voglio illustrare quali sono i ruoli chiave per implementare la RA, ovvero: Practice Lead, Delivery Lead, Product Owner ed il Producer. La nostra organizzazione non prevede le tipiche gerarchie ma una visione di insieme di un unico team.

Fausto Sannino

Un solido background in Software Developing e Project Management, appassionato di nuove tecnologie e comunicazione, sempre in attesa della prossima sfida!  La transizione da Waterfall alle organizzazioni Agile é stata una delle cose più eccitanti della mia carriera, oggi lavoro come Producer in Zalando ed il mio prodotto é il mio team.


DevOps by examples

Cerchiamo di condensare in pochi minuti la visione DevOps usando un mix di tecnologie, toccando temi come: Configuration Management, Deploy Automation, Infrastructure as Code.
Poche slide per lasciare lo spazio al rilascio di una applicazione ASP.NET Core minimale, la costruizione del suo ambiente di esecuzione Linux in Azure con Azure Resource Manager, e la gestione degli aggiornamenti con Visual Studio Team Services, evidenziando gli elementi essenziali dell’approccio DevOps e le decisioni da affrontare.

Giulio Vian

Lavora nell’informatica sin dalla gioventù, rovinato dalla TI-57, e approdato all’Application Lifecycle Management (ALM). Lunghi anni di consulenza sulle tecnologie Microsoft, gli han permesso di toccare realtà diverse in molti campi, ma nonostante le dicerie è ancora in grado di scrivere codice funzionante anche senza usare VI. Riconosciuto da Microsoft come Most Valuable Professional (MVP), fa parte dei Visual Studio ALM Rangers, partecipa a community come GetLatestVersion e presenta all’occasione il suo punto di vista ad eventi perché in fondo ama vedere le persone crescere, ma soprattutto chiacchierare di cose serie.


Product Journey Maps and MVP: Costruisci il tuo prodotto con minimo sforzo

Questo workshop interattivo incorpora vari concetti e metodologie per la pianificazione e lo sviluppo di nuovi prodotti e per la minimizzazione di costi e rischi. I partecipanti imparano a identificare un MVP (Minimum Viable Product) e a creare una roadmap usando tecniche di prioritizzazione e Product Journey Maps. I concetti vengono insegnati e applicati tramite esercizi su un prodotto mock-up. Gli insegnamenti di questo workshop possono essere applicati a qualunque tipo di prodotto o servizio, e sono utili per startup o grandi aziende.
Obiettivi
• Come minimizzare un MVP
• Prioritizzare tramite MoSCoW e WSJF
• Come creare Product Journey Maps
• Usare Product Journey Maps per versioning
• MVP e MDP
• Roadmapping e release planning

Valerio Zanini

Questo workshop e’ insegnato da Valerio Zanini, Chief Innovation Officer (CInO) a 5D Vision, una societa’ di consulenza con uffici a Washington, DC (USA) e Roma (Italia) con focus particolare su product innovation, Agile, e Design Thinking. http://5dvision.com/ Un esperto a collegare tecnologia e business, Valerio e’ appassionato dalla creazione di prodotti digitali. Ha guidato product development a Capital One (una banca top-10 in USA) e ha lanciato alcuni progetti innovativi per la rete di filiali, inclusi una nuova esperienza digital per clienti e bancari tramite Apple iPads e Wi-Fi. Un imprenditore alla nascita, eccelle a costruire nuovi prodotti nelle fasi iniziali dell’innovazione, dove incertezza e mancanza di una chiara soluzione pongono le sfide piu’ grandi. Lavora con aziende in tutto il mondo per promuovere l’adozione di Design Thinking, Agile, e digital innovation.